Appunto #01: La sindrome del calzolaio non parla di tempo

Dal distacco del cronista al vaso di cristallo:
perché comunicare se stessi è l'impresa più difficile.

La favola la conosciamo tutti. Il calzolaio va in giro con le scarpe rotte perché è troppo impegnato a sistemare quelle degli altri... ma è davvero così?

Nel web design (ma non solo), questa sindrome viene usata spesso come scusa universale: "Non ho tempo di curare la mia presenza online perché curo quella dei clienti".

Ma dopo 21 anni di partita IVA, ho capito che non è affatto una questione di tempo. È una questione di distacco.

Sistemare le "scarpe" degli altri è facile perché ne vedi i difetti con chiarezza chirurgica. Sei l'arbitro, il consulente, l'occhio esterno. Sulle proprie scarpe, invece, si è ciechi.

Il riflesso dei riflettori

Ricordo il mio primo articolo di cronaca nera per La Sesia come fosse ieri: un incidente stradale, un ragazzo di 17 anni morto bruciato a due chilometri da casa sua.

Nonostante l'inesperienza e la delicatezza del caso, riuscii a trovare la forza di telefonare alla famiglia, di intervistarli e di scrivere un articolo. Ero una giornalista alle prime armi ma c'era il distacco professionale a proteggermi.

Sedici anni dopo, nel 2023, mi sono ritrovata a scrivere di un altro addio. Ma questa volta il nome sulla carta era quello di mio padre. Sbam.

In quel momento, la lucidità del cronista — quella capacità di raccontare la vita degli altri in modo emozionale ma distaccato — è crollata.

È stato come vedere un vaso di cristallo che un attimo prima era tra le mie mani e in un battito di ciglia è finito in mille pezzi.

Non c'era più solo la "me giornalista", c'era Sara. C'era una figlia che in una manciata di righe doveva sintetizzare 40 anni di vita con suo padre, cercando di tratteggiare un ricordo obiettivo mentre il cuore pesava quanto il piombo.

Oltre la tecnica, c'è l'identità

Ecco perché questo sito ha impiegato tempo a nascere. Non perché mancasse il codice o il design, ma perché quando i riflettori si accendono su di noi, la situazione cambia.

Comunicare chi siamo veramente, far passare quella parte di noi che vogliamo far arrivare ai clienti — l'etica, la dedizione, il metodo — senza la protezione del "distacco", ci fa sentire nudi.

Oggi questo spazio esiste perché ho deciso di raccogliere quei pezzi di cristallo. Ho capito che il mio valore per voi non sta solo nel sapervi dare consigli o nel limare ciò che non funziona nei vostri progetti.

Sta nella capacità di capire che dietro ogni asset digitale c'è una storia, un'emozione e una persona che ha paura di non essere capita. Ma che in ogni caso merita di essere raccontata.

Sono tornata a mettermi le scarpe. E questa volta me le sono fatte su misura.

— S.C. | Crescentino, 27 Febbraio 2026